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COLMEGNA - DUMENZA - SVIZZERA

COLMEGNA – DUMENZA - SVIZZERA

41km - 3 ore - difficile

Un percorso impegnativo che porta dal Lago Maggiore al Lago di Lugano attraverso le valli dell'alto Varesotto, sconfinando in Svizzera.

 

Percorso impegnativo, per il chilometraggio (ca. 41 km) e per lo sviluppo dello stesso, con numerosi saliscendi e, soprattutto, due lunghe salite che metteranno realmente alla prova il cicloturista, seppur grandemente aiutato dalla pedalata assistita delle biciclette Freesbee.

Pochi metri dopo la partenza dall'hotel Camin di Colmegna in direzione Luino, si svolta a sinistra per Dumenza e, subito, la pendenza si fa sentire: sono proprio i primi chilometri a richiedere lo sforzo maggiore ma, presto, la vista sul Lago Maggiore allevierà parte della fatica, ricompensandoci con scorci meravigliosi. La pendenza si fa più lieve, ma la salita è costante e, ben presto, si raggiunge Dumenza, centro più importante della Valdumentina. Il piccolo centro, con il monumento ai Caduti e la chiesetta dell'Immacolata, meritano una breve sosta ristoratrice. Poco fuori dal centro, in direzione Luino, prima della deviazione per i valichi svizzeri, alta sulla nostra sinistra domina la valle la bella chiesa dei Santi Nazario e Celso (non raggiungibile con la bicicletta), con il suo piazzale ampio e curato. Una strada non trafficata e pianeggiante (finalmente) ci conduce verso la dogana di Palone, superata la quale la Svizzera ci accoglie con le sue bellezze: ampi prati curati, vigneti sui fianchi soleggiati delle colline, qualche mucca ed i piccoli paesi addossati alle chiesette.

I nomi dei paesi che incontriamo in questo breve tratto all'interno della Confederazione fanno sorridere: Suino, Sessa ... ma sono molto graziosi e la tranquillità ci rimanda a tempi antichi. Il traffico è scarso ed una piccola pista ciclabile ci permette, per qualche chilometro, di godere appieno del paesaggio attorno.
Una discesa abbastanza ripida ma dall'asfalto perfetto ci rimanda verso la Strada Cantonale, che corre lungo il percorso del fiume Tresa, giù nella valle. Svoltiamo a destra, in direzione dell'Italia, fino a quando incontriamo la dogana di Ponte Cremenaga, attraverso la quale ritorniamo in territorio italiano. Allo stop giriamo a sinistra ed alla prima strada sulla nostra destra (Via Vittorio Veneto), iniziamo una lunga e faticosa salita su strada poco trafficata, in direzione di Avigno, piccolissimo centro di media montagna, compreso nel comune di Cadegliano Viconago. La salita affronta tratti veramente faticosi ma vale la pena di effettuare sporadiche fermate per gustare l'ampia veduta sulle montagne di fronte a noi (Monte Lema, versante svizzero).

Dopo la deviazione per il centro di Avigno la strada procede con minore pendenza e, tra uno scorcio sul Lago di Lugano ed un'altro sulle montagne alle sue spalle, che si fanno sempre più alte (Monte Generoso in primis), riusciamo a raggiungere il comune di Cadegliano Viconago, bellissimo balcone sul Ceresio, all'interno del quale vale la pena di fare un breve giro per ritrovarci tra stretti vicoli, archi, maestà ed antiche costruzioni della civiltà contadina.
La soleggiata piana della Valmarchirolo, che dai paesi costieri permette di dirigerci verso Varese, tramite la conosciuta Valganna, ci dà la possibilità di far riposare le gambe, in un susseguirsi di tranquille zone residenziali, attraverso Marchirolo, Cugliate e Fabiasco. Il panorama cambia ed ora la Valcuvia ed il lontano massiccio del Campo dei Fiori sono di fronte a noi, mentre pedaliamo tra i boschi di castagno e faggio.

Entrati nel comune di Montegrino Valtravaglia percorreremo con cautela le stradine della frazione Bosco, con i suoi archi e le pitture murali a ricordarci un'antica devozione cristiana cattolica, prima di affrontare la discesa che, in pochi minuti, ci porterà a Grantola. Poche decine di metri sulla strada principale e, sulla destra, l'inizio della pista ciclopedonale che arriva fino a Luino.
Il fiume Margorabbia, alla nostra destra, scorre quieto e tra le sue ampie curve trovano posto paesaggi rurali molto suggestivi; senza alcuna fatica arriviamo al ponte che ci immette nel territorio luinese, tramite il ponte sul fiume Tresa.
Da subito si è rapiti dalla maestosità del lago che, adesso, messo sul nostro stesso piano, ci fa sentire veramente piccoli-piccoli. Il lungolago di Luino, coi suoi locali e l'imbarcadero, merita più di una sosta ristoratrice (se riuscite dirigetevi anche verso il centro storico, che merita uno sguardo), prima di imboccare la SS394 in direzione della Svizzera, che in pochi minuti (fare attenzione perchè è una strada ad alta percorrenza di veicoli a motore) ci riporterà al nostro punto di partenza.

 

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